Quello che i nostri allievi ci hanno insegnato sulla fotografia

Quando abbiamo iniziato a progettare i nostri laboratori, pensavamo di avere qualcosa da insegnare.

Dopo anni di esperienza come fotografi, era naturale immaginare che il nostro compito fosse trasmettere competenze tecniche, sensibilità e metodo.

Con il tempo abbiamo capito che la direzione dell'apprendimento era molto meno scontata.

Ogni laboratorio ci ha insegnato qualcosa.

Lavorando con i ragazzi di Dietro ai miei occhi, abbiamo imparato che osservare è molto diverso dal guardare.

Noi, spesso, arriviamo in un luogo cercando subito un soggetto.

Loro no.

Possono fermarsi davanti a una parete, seguire il percorso della luce sul pavimento, osservare il riflesso di una finestra o il disegno creato dalle foglie sull'asfalto.

Sono dettagli che molti di noi attraverserebbero senza nemmeno notarli.

Eppure, nelle loro fotografie, diventano protagonisti.

Abbiamo imparato a rallentare.

Nel nostro lavoro siamo abituati a prendere decisioni in pochi secondi. Durante un matrimonio, un ritratto o un reportage spesso bisogna reagire rapidamente.

Nei laboratori è diverso.

Ci sono momenti in cui il tempo sembra fermarsi.

Aspettare non significa perdere tempo. Significa lasciare che l'osservazione faccia il suo corso.

Abbiamo imparato a non intervenire troppo presto.

A non suggerire continuamente. A non correggere ogni scelta.

Perché ogni volta che diciamo "prova a fotografare questo", rischiamo di interrompere un percorso che appartiene a chi abbiamo davanti.

La fotografia, in questi casi, diventa davvero un linguaggio personale. E come ogni linguaggio, ha bisogno di libertà.

Forse il cambiamento più grande è stato proprio questo.

Abbiamo iniziato i laboratori pensando di insegnare fotografia.

Li continuiamo sapendo che, ogni volta, torniamo a casa con uno sguardo un po' diverso da quello con cui eravamo entrati.

Ed è uno dei regali più belli che questo lavoro ci abbia fatto.

Ogni laboratorio ci conferma che la fotografia non serve soltanto a creare immagini, ma può diventare un modo per conoscersi, comunicare e costruire relazioni.

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