Perché gli adolescenti hanno ancora bisogno di essere ascoltati

Gli adolescenti, al giorno d’oggi, vivono con uno smartphone in mano.

Scattano fotografie, le condividono tra gli amici, le conservano come ricordo, pochissimi le pubblicano online, da quello che è emerso in classe. Usano i loro telefono perlopiù per scambiarsi messaggi, per restare connessi, ma ben poco per farsi conoscere dagli altri.

Durante i nostri laboratori che abbiamo tenuto nelle scuole, ci siamo accorti di una cosa: molti ragazzi hanno pochissime occasioni per raccontarsi davvero. Non sono abituati a farlo, molti non sanno proprio come farlo. Sono convinti che gli adulti intorno a loro non siano interessati a loro e che non li comprendano.

All'inizio parlano poco.

Osservano.

Mettono alla prova chi hanno davanti.

È normale. La fiducia non si conquista in una lezione, è un processo che richiede tempo.

Con il progetto Inside Me – Raccontarsi tra i banchi abbiamo imparato che la fotografia può diventare un ponte.

Non perché insegni a usare una macchina fotografica. Ma perché permette di parlare di sé senza dover trovare subito le parole giuste.

Un'immagine può raccontare una paura, un luogo importante, un ricordo…

Durante la lezione dedicata all'autoritratto abbiamo visto studenti che, fino a poche settimane prima, partecipavano con molta discrezione, scegliere di condividere riflessioni profonde sul proprio modo di vedersi e di essere visti dagli altri.

Non è stato un esercizio di fotografia.

È stato un esercizio di consapevolezza.

Lo stesso è accaduto quando abbiamo affrontato il tema della violenza contro le donne.

I ragazzi hanno dimostrato sensibilità, attenzione e voglia di confrontarsi.

Ci hanno ricordato che, spesso, gli adolescenti hanno bisogno di qualcuno che faccia domande sincere e che, soprattutto, sia disposto ad ascoltare le loro risposte.

La fotografia, in questo percorso, è soltanto l'inizio.

Il vero obiettivo è creare uno spazio in cui ogni ragazzo possa sentirsi accolto, rispettato e libero di esprimere il proprio punto di vista.

Perché educare all'immagine significa anche educare all'ascolto.

E forse, oggi, è una delle competenze più importanti che possiamo coltivare insieme.

Se vuoi conoscere meglio Inside Me – Raccontarsi tra i banchi e scoprire come si svolge il laboratorio, visita la pagina dedicata sul nostro sito.

Se sei un insegnante, un dirigente scolastico o lavori in un ente educativo e desideri portare questo progetto nella tua scuola, contattaci. Saremo felici di raccontarti la nostra esperienza e costruire insieme un percorso adatto ai tuoi studenti.

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