C'è chi vorrebbe avere una superintelligenza per trovare una cura contro le malattie rare. Chi sogna una forza straordinaria per aiutare gli altri. E chi vorrebbe diventare una poetessa, capace di trovare sempre parole gentili per tutti.
Sono alcuni dei desideri che abbiamo incontrato durante i laboratori di Dietro ai miei occhi, nel corso di una delle attività che più ci coinvolgono: quella dedicata al Supereroe.
A prima vista potrebbe sembrare un gioco in cui travestirsi e farsi fotografare. In realtà, dietro ogni personaggio c'è una domanda molto più personale: se potessi avere un potere speciale, quale sceglieresti e perché?
Tutto comincia prima del set fotografico
Questa attività nasce dalla collaborazione con gli educatori dei centri.
Fin dal primo incontro spieghiamo loro il lavoro che vorremmo realizzare, perché la preparazione richiede tempo e soprattutto una buona conoscenza dei partecipanti.
Sono gli educatori ad accompagnare i ragazzi nella ricerca del proprio supereroe, aiutandoli a individuare desideri, aspirazioni e caratteristiche personali. Conoscono le loro storie, sanno come comunicare con ciascuno e possono trovare il modo più adatto per far emergere idee che, a volte, non vengono espresse spontaneamente.
Non cerchiamo personaggi famosi da imitare. Ci interessa che ognuno possa immaginare un supereroe tutto suo.
Ed è proprio qui che arrivano le sorprese.
Perché i poteri scelti non riguardano soltanto la capacità di volare, diventare invisibili o essere invincibili. Spesso raccontano qualcosa di molto concreto: il desiderio di aiutare qualcuno, di risolvere un problema, di prendersi cura degli altri.
Dietro un superpotere può nascondersi un valore importante per quella persona.
Costruire un supereroe con quello che abbiamo
Quando arriviamo alla giornata dedicata ai ritratti, le idee cominciano a prendere forma.
Non servono costumi elaborati o scenografie professionali. Utilizziamo oggetti quotidiani, cartoncini, scotch di carta e materiali semplici, trasformandoli in accessori e ambientazioni.
Un mantello, un simbolo, un elemento che rappresenta un potere speciale: ogni dettaglio contribuisce a rendere riconoscibile il personaggio immaginato.
Ci piace molto questa fase perché vediamo prendere forma qualcosa che, fino a poco prima, esisteva soltanto nella fantasia dei partecipanti.
Il set fotografico diventa così uno spazio in cui sperimentare, interpretare e, per qualche minuto, essere davvero il proprio supereroe.
Due ritratti della stessa persona
Durante la lezione realizziamo due fotografie di ogni partecipante.
La prima è un ritratto naturale, senza travestimenti. La seconda lo ritrae nei panni del supereroe che ha immaginato.
È un accostamento che ci interessa particolarmente, perché non vogliamo mostrare due persone diverse, ma due modi di raccontare la stessa persona.
Da una parte il suo volto, così com'è. Dall'altra un desiderio, un'aspirazione, una possibilità immaginata.
Nel frattempo, i ragazzi non rimangono semplicemente in attesa del proprio turno. Si alternano dietro la macchina fotografica per ritrarre i compagni e documentare quello che accade durante la preparazione e gli scatti.
Così la giornata diventa anche un'esperienza condivisa, in cui ognuno può essere protagonista e osservatore.
Quando i supereroi arrivano in mostra
Durante gli scatti capita che qualcuno chieda di vedere la propria fotografia sul display della macchina fotografica. C'è chi sorride, chi ride divertito e chi osserva l'immagine con curiosità.
Ma uno dei momenti più belli arriva durante la mostra finale, quando i ritratti vengono stampati ed esposti.
Vedere il proprio volto accanto alla versione da supereroe provoca reazioni diverse. Alcuni ridono, altri sorridono, altri ancora rimangono a osservare le fotografie affascinati.
A noi, guardandoli, sembrano soprattutto orgogliosi di ciò che hanno realizzato.
Ed è una sensazione che ci piace molto, perché dietro quelle immagini c'è un lavoro che va oltre il travestimento e la fotografia.
C'è un'idea personale che è stata ascoltata, sviluppata e trasformata in qualcosa di visibile.
Immaginare chi vorremmo essere
La consapevolezza di sé è un tema sul quale gli educatori lavorano quotidianamente nei centri. Con questa attività cerchiamo di affrontarlo attraverso un linguaggio diverso, fatto di immaginazione, gioco e fotografia.
Non chiediamo ai partecipanti di descrivere direttamente le proprie qualità o di raccontare qualcosa di intimo. Li invitiamo a immaginare un personaggio, lasciando che siano i suoi poteri a parlare.
E quando qualcuno sceglie di diventare un supereroe capace di curare le malattie, aiutare gli altri o trovare sempre una parola gentile, ci troviamo davanti a qualcosa che merita attenzione.
Perché a volte, per raccontare ciò che desideriamo davvero, abbiamo bisogno di poterlo immaginare senza limiti.
E per un giorno, davanti alla macchina fotografica, quel desiderio può prendere forma.
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