Piccole storie d'autore: imparare a raccontare attraverso la fotografia

Una fotografia può raccontare molto.

Ma può anche raccontare soltanto un momento.

Per costruire una storia, a volte, serve qualcosa in più: imparare a mettere in relazione più immagini, scegliere cosa mostrare e cosa lasciare fuori, capire quale fotografia deve venire prima e quale dopo.

È da qui che nasce Piccole storie d'autore, il nostro nuovo laboratorio fotografico pensato per accompagnare i partecipanti dalla singola fotografia alla costruzione di un vero e proprio racconto per immagini.

Dalla fotografia alla storia

Durante un laboratorio fotografico è naturale concentrarsi sul singolo scatto.

  • Cosa fotografare?

  • Da quale punto di vista?

  • Come inquadrare?

Ma quando le fotografie iniziano a diventare tante, emerge una domanda diversa: Come posso usare queste immagini per raccontare qualcosa?”

È un passaggio importante.

Una fotografia può essere interessante da sola, ma assumere un significato completamente diverso quando viene accostata a un'altra.

Un'immagine può introdurre un luogo. Un'altra può raccontare una persona. Una terza può mostrare un dettaglio.

Insieme possono costruire qualcosa che nessuna delle tre, da sola, riuscirebbe a dire.

Perché proprio cinque fotografie?

Nel laboratorio chiediamo di arrivare alla costruzione di una storia attraverso cinque immagini.

Non perché cinque sia un numero magico.

Al contrario: perché avere un limite aiuta a scegliere.

Quando possiamo utilizzare tutte le fotografie che abbiamo realizzato, è facile aggiungere immagini senza chiederci davvero se siano necessarie.

Quando invece dobbiamo raccontare qualcosa con cinque fotografie, ogni scelta diventa più consapevole.

  • Qual è l'immagine da cui partire?

  • Quale serve per far capire meglio ciò che vogliamo raccontare?

  • Quale fotografia è bella, ma non aggiunge nulla alla storia?

E soprattutto: cosa possiamo lasciare fuori?

Imparare a scegliere

La selezione è una parte fondamentale del laboratorio.

Non cerchiamo necessariamente le fotografie più belle dal punto di vista tecnico.

Cerchiamo quelle che, messe insieme, riescano a raccontare qualcosa.

È un esercizio di osservazione, ma anche di sintesi.

Significa imparare a guardare le proprie fotografie non più soltanto come immagini singole, ma come parti di un racconto.

E significa accettare che una fotografia a cui siamo affezionati possa non essere quella giusta per la storia che stiamo costruendo.

Anche l'ordine cambia il significato

Cinque fotografie possono raccontare cinque storie diverse semplicemente cambiando il loro ordine.

Una fotografia utilizzata come apertura può introdurre ciò che vedremo.

La stessa immagine, inserita alla fine, può diventare una conclusione.

È un modo semplice per scoprire che raccontare attraverso le immagini non significa soltanto realizzare fotografie.

Significa anche metterle in relazione.

Dal digitale a qualcosa da tenere

Il percorso si conclude con la realizzazione di un Leporello fotografico.

Le immagini escono così dallo schermo e diventano un piccolo oggetto da sfogliare.

Una storia che può essere guardata, condivisa e conservata.

Anche questo passaggio per noi è importante: il lavoro realizzato durante il laboratorio non rimane soltanto un'esperienza.

Prende una forma concreta.

Non serve essere fotografi

Per partecipare a Piccole storie d'autore non è necessario conoscere la fotografia in modo approfondito.

Non è un laboratorio pensato per insegnare a realizzare immagini perfette.

La tecnica è uno strumento, non il punto di arrivo.

Quello che ci interessa è accompagnare i partecipanti a sviluppare uno sguardo più consapevole sulle immagini che realizzano e sul modo in cui possono utilizzarle per comunicare qualcosa.

Perché raccontare attraverso la fotografia non significa necessariamente avere qualcosa di straordinario da mostrare.

A volte significa semplicemente imparare a guardare ciò che abbiamo intorno e riconoscere una storia dove prima vedevamo soltanto cinque fotografie.


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