Come è nato Fotografia e Ascolto

Ci sono incontri che sembrano casuali e che, invece, cambiano il percorso delle cose.

Per noi è iniziato tutto così.

Erano passati più di vent'anni dai tempi del liceo, quando sedevamo negli stessi banchi come compagni di classe. Le nostre strade si erano divise, ognuno aveva costruito il proprio percorso professionale, ma una passione era rimasta la stessa: la fotografia.

Un giorno ci siamo ritrovati seduti al tavolino di un bar. Abbiamo iniziato a parlare del nostro lavoro, delle esperienze fatte, di quello che la fotografia rappresentava per entrambi. Da una semplice chiacchierata è nata una domanda che continuava a tornare.

Possibile che la fotografia venga utilizzata quasi sempre per mostrare le persone e così raramente per dare loro la possibilità di raccontarsi?

Sentivamo il desiderio di costruire qualcosa di diverso.

Non volevamo aggiungere un altro corso di fotografia o l'ennesimo progetto artistico. Cercavamo un modo per mettere la fotografia al servizio dell'ascolto, della relazione e dell'inclusione.

Così abbiamo iniziato a immaginare un percorso rivolto alle persone con disabilità, in particolare ai ragazzi nello spettro dell'autismo.

Non volevamo fotografarli.

Volevamo che fossero loro a fotografare.

Volevamo provare a vedere il mondo attraverso i loro occhi, senza interpretarlo al loro posto.

Era un'idea semplice, ma allo stesso tempo ambiziosa. Non sapevamo dove ci avrebbe portati. Sapevamo soltanto che valeva la pena provarci.

Da quel momento sono iniziati mesi di studio, confronti, sperimentazioni. Abbiamo incontrato educatori, famiglie e professionisti, cercando di capire come costruire laboratori che non fossero semplici lezioni di fotografia, ma esperienze capaci di rispettare i tempi, le sensibilità e le modalità espressive di ogni partecipante.

Con il tempo abbiamo scoperto che la fotografia è molto più di una tecnica.

Può diventare un linguaggio.

Può creare dialogo quando le parole faticano ad arrivare.

Può aiutare una persona a raccontare ciò che osserva, ciò che cattura la sua attenzione, ciò che per lei ha valore.

Da questa convinzione è nato Fotografia e Ascolto.

Oggi i nostri progetti continuano a evolversi, ma il punto di partenza è rimasto lo stesso di quella conversazione davanti a un caffè: usare la fotografia non per parlare di qualcuno, ma per permettere a ciascuno di parlare attraverso le proprie immagini.

Questo blog nasce con lo stesso spirito.

Racconteremo cosa succede durante i laboratori, come prendono forma i progetti, gli incontri che ci cambiano, gli errori, le scoperte e tutto ciò che abbiamo imparato lungo il cammino.

Perché ogni fotografia racconta una storia.

E ogni storia merita di essere ascoltata.


Ti è piaciuto questo articolo?

Se stai cercando un laboratorio fotografico capace di coinvolgere bambini, ragazzi, adulti o anziani attraverso un'esperienza educativa e relazionale, saremo felici di ascoltare le esigenze della tua realtà.

Scopri i nostri laboratori oppure contattaci per costruire insieme un percorso su misura.

Vuoi ricevere i prossimi articoli e le novità sui nostri laboratori?

Iscriviti gratuitamente agli aggiornamenti di Fotografia e Ascolto.

Indietro
Indietro

Dietro ai miei occhi: quando la fotografia diventa un modo di raccontare il proprio mondo